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- Maestà, Vi invio con urgenza un documento ritrovato nella tana di una immonda bestia incontrata lungo il nostro viaggio. Non so se la bestia abbia divorato l’autore del manoscritto o solo un suo messaggero, ma certo varrà la pena indagare, perché nelle vicinanze ci potrebbe essere un nuovo punto luce da annettere al Vostro Luminoso Impero. Il contenuto ci è stato tradotto da un villano incontrato in precedenza, che è stato asservito alla missione in qualità di interprete. Anche se di dubbia morale, credo che quanto vi è scritto sia di sicuro interesse per il Consiglio dei Saggi. Lo riporto il più fedelmente possibile:

40° Anno della XII era Vostro fedele Tullius Maximus,

comandante in capo della Missione 'Pangea' -

"Stimato collega, desidero ancora ribadire la profonda stima che nutro nei vostri confronti, oltre alla felicità di sapere che finalmente posso comunicare, almeno in via epistolare, con una persona in grado di comprendere e apprezzare il mio lavoro di alchimista. Come vi avevo preannunciato durante il nostro primo (e spero non ultimo) incontro, le invio lo studio che ho fatto sulla nebbia che ci circonda, elemento di certo primo in quantità nella vita di tutti noi. Data la distanza che separa i nostri domicili, che voi avete valutato in non più della distanza che percorre un uccello nel cielo [il nostro traduttore stima che tale distanza possa essere approssimata a circa 10000 dei nostri metri], confido voi abbiate questa mia entro la settimana. In attesa delle vostre certo sagge osservazioni, vi auguro buon lavoro per i vostri progetti.

Laudiano della Roccia Spungente"

DELLA NEBBIA E DI TUTTE LE ALTRE COSE

Premessa:

Come ogni infante presto impara subito dopo essere nato, l’elemento più diffuso al mondo è certo la nebbia. Essa si posa leggera sulla terra, quasi vi galleggia sopra, ricoprendola interamente come un manto. Solo alcune zone, per diverse proprietà ancora da studiare, hanno la fortuna di spuntare dal mare bianco. Queste zone, per quanto ne conosca osservando dalla cima del picco su cui vivo, possono essere piccole quanto un fragile sperone roccioso, o grandi al massimo come un altopiano o una piccola valle. La distanza e la posizione di queste zone sembra essere casuale. Dal mio punto di osservazione, purtroppo unico mio elemento di studio, si nota che, fin dove lo sguardo non rischia di venire ingannato dalla distanza, i punti che fuoriescono dalla nebbia sono circa una dozzina. Oltre la nebbia c’è il vuoto. In questo vuoto possono volare gli uccelli. Sopra di esso stanno le nubi, e ancora sopra c’è il sole che da luce, o la luna che l’assorbe.

Delle proprietà fisiche:

La materia di cui è composta non si presta ad un esame fisico tradizionale, in quanto impalpabile. Dai miei esami accurati, condotti con esperimenti scientifici approfonditi ed a regola d’arte, si desume che essa è composta da infinite piccole particelle minuscole, fredde e bagnate e più pesanti del vuoto, ma abbastanza leggere da non avere peso. L’esame con l’Alambicco di Cornelius ha rivelato che essa brucia senza fiamma, tramutandosi direttamente in fumo. Toccandola con la Pietra Filosofale essa non muta e mantiene le sue proprietà. Unendone l’essenza con quella di altri svariati materiali nel Calderone degli Spiriti essa rivela essere certo alla base della piramide della vita, rivelando un comportamento senziente, anche se non intelligente. In conclusione, la nebbia è certamente viva, anche se non è cosciente. Come è noto, più un essere è piccolo più esso è antico nella scala evolutiva. Essendo la nebbia composta da infiniti elementi minuscoli, è evidente come essa, come entità unica, si disponga alla base dell’evoluzione; essa è con tutta probabilità l’elemento da cui tutto è cominciato.

Delle proprietà morali:

La nebbia si associa sicuramente con tutto ciò che richiama l’istinto e la memoria, in quanto in essa l’essere è spinto a non guardare fuori ed anzi a cercare risposte dentro di sé. Data la sua diffusione, certo è un elemento di una grande importanza nel mondo, e di certo è di una grande regalità, perché se si cerca di spostarla, essa torna testardamente a riempire il vuoto lasciato. Altre proprietà sono meno nobili. La nebbia evidentemente propugna l’isolamento delle razze, esercitando in sostanza una sorta di controllo dispotico sui popoli. Essa inoltre è fredda ed umida, favorendo in questo modo i malanni e le infreddature. In conclusione, la nebbia ha certo la configurazione caratteriale del padre, giusto ma severo, austero e burbero, regale e dominatore.

Delle proprietà mistiche:

La nebbia certo favorisce le esperienze mistiche. Nella maggioranza delle culture da me conosciute, essa riveste un ruolo importante in tutti i maggiori riti magici. Essa provoca febbri che portano visioni. Essa concilia la meditazione. Essa, osservata da occhi abili, da risposte a tutte le domande. Io stesso ne traggo ispirazione e la uso in molti dei miei esperimenti. Il conclusione, sono portato ad affermare che essa sia la madre di tutti noi. Da essa nasce la vita, essa la avvolge e la domina, ed essa è presente quando giunge la morte. Essa non si lascia scrutare ed esaminare, perché non vuole che noi scopriamo il suo segreto, ma in silenzio ci guarda e ci giudica. Veneriamola, ed essa sarà buona con noi. Ignoriamola o tentiamo di rifuggirla, e per noi non ci sarà speranza alcuna.

Onorato Tullius Maximus, le scriviamo per riportarle le conclusioni del Consigli dei Saggi sul testo che lei porta a nostra conoscenza. Come da lei anticipato, tale testo deve essere certamente considerato blasfemo. Non vi è infatti dubbio che diretta incarnazione del divino sia Sua Regale Maestà Lucente, il nostro Imperatore, ed immediatamente sotto di lui, nella scala celeste, i nobili ordini sacri. Tuttavia la teoria è risultata interessante, e l’Imperatore in persona ha sentenziato che riconosce nella nebbia le sembianze della Grande Madre, persa come lei sa dagli albori del tempo. Si raccomanda in particolare di comportarsi in maniera rispettosa e prudente, ma di evitare e reprimere con la solita fermezza qualsiasi atteggiamento eretico.

40° Anno della XII era Il Consiglio dei Saggi, presieduto da Sua Maestà l’Imperatore Romolo XII

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