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Estratto da: “Trattato sulle Creature Oscure”, redatto da Terzo Plinio, storico della IIX era.

Sono rimasto da solo, e questo è l’ultimo pipistrello viaggiatore. Mio luminoso Imperatore, non so se mi sarà data la possibilità di vedere un’altra volta la bellezza della nostra Roma. Mi stanno seguendo, sono creature del male, posso solo sperare di essere più veloce di loro nella mia fuga, ma le sento sempre più vicine, sento le loro dita gelide sulla mia pelle risucchiare il calore del mio corpo. La prima mattina ci siamo svegliati e abbiamo trovato Pollione e Tarfo, le sentinelle dell’ultimo turno di guardia, senza vita. I loro corpi erano neri, sembravano carbonizzati, ma emanavano freddo, un freddo quale non avevamo mai provato. Erano pur sempre legionari, e abbiamo ritardato la partenza per dargli una degna sepoltura. Ogni notte almeno due delle sentinelle morivano. Negli ultimi giorni eravamo talmente terrorizzati dalla cosa che dormivamo appena quattro ore, e non seppellivamo più i nostri compagni per cercare di allontanarci il più possibile da quello che ci stava seguendo. Ieri notte ho visto qualcosa. Un’ombra, è uscita da dietro un albero, per un attimo ho intravisto la sua figura, poi come un camaleonte è tornato invisibile ai miei occhi, e ha ucciso gli ultimi due uomini della mia scorta, poi, subito prima di sparire, due occhi blu si sono voltati verso di me. Stanotte morirò anch’io, ormai ne sono sicuro.

Anno 18° della II era

Quarto Sentino, esploratore in istanza nelle terre a nord dell’Impero sotto Romolo II

Successivi incontri con le creature descritte da Quarto Sentino ci hanno permesso di conoscerle meglio. Antichi storici li hanno chiamati Spettri, come camaleonti cambiano colore mimetizzandosi perfettamente con l’ambiente intorno, i loro occhi sono due fiamme blu nella notte, il loro tocco è in grado, come ha descritto Sentino, di togliere il calore da un corpo vivo, fino a bruciare la carne dal freddo che emanano.

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