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Tratto dalla parte iniziale della leggenda del Primo Campione dei Difensori della Lama Splendente del Bosco dei Tigli Fioriti, raccontata ai ragazzi che vivono nei punti luce intorno a quella zona:

...D’un tratto il limitare ovest della radura intorno al Bosco dei Tigli Fioriti si fece silente, la nebbia bianca e sottile si gonfiò verso la radura sgombra ed assolata, tentando d’invaderla, ma rimanendo confinata all’esterno di essa da una qualche forza. Poi, mentre altre ondate cercavano di sfondare il muro invisibile, si crearono dei vortici assai più violenti e minacciosi, vortici prima grigi, poi di nebbia nera che aumentava e aumentava, fino a rendere tutta la zona ovest una grande nube temporalesca, rombante di tuoni ed illuminata delle saette, che incalzava per penetrare il muro di aria limpida. All’interno della nube apparvero due punti rossi, poi cominciò a delinearsi la figura di un’armatura pesante di acciaio nero, massiccia e imponente, completamente chiusa. Dalle due uniche aperture sull’elmo si potevano vedere solo due punti accesi di rosso fuoco. Intanto al limitare della radura, alcuni turbini violenti riuscivano per un attimo a penetrare oltre il fronte tempestoso, assumendo l'aspetto vagamente umanoide di uno spettro scarnificato, l’ombra di quello che poteva essere stato una volta un uomo; uno Spettro Mangianebbia. L’armatura sembrava cavalcare un destriero invisibile, ma non appena arrivò al limitare della nube nera e ne uscì, un destriero di nebbia si staccò dalla massa scura formandosi sotto di lui. Fatti diversi metri dentro la radura, la figura nera scese dal suo destriero, che, d’un tratto, cominciò a disperdersi come fumo naturale. Poi l’armatura nera allungò le mani di fronte a se come a stringere il vuoto, ma mentre le sue dita si serravano, un turbine scuro apparve di fronte a lui e si materializzò in una grossa ascia di ferro nero dalla lama irregolare e seghettata. Una voce cavernosa e rimbombante venne da dietro l’elmo: “Io sono Shasak morso-di-tenebra, consegnatevi ora e verrete giustiziati, combattete e la vostra anima sarà divorata dai miei Spettri Mangianebbia, così che potrete entrare a far parte del mio esercito dannato.” Dal profondo del Bosco dei Tigli Fioriti molti occhi osservavano da dietro i tronchi chiari, ma solo una delle figure sinuose ed eteree si mosse. La figura, che non aveva addosso tuniche candide e raffinate come le altre, ma una corazza decorata con foglie rosse, gialle e d’argento, si girò verso i suoi compagni e disse: “E’ arrivato”, poi si incamminò verso l’esterno della foresta.

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