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Estratto dai Tomi del Saggio Krankarr della Fortezza Ovest Sotto il Vulcano
[…] Esiste quindi questo dialetto detto 'dei pirati' diffuso su tutta Deiacque della cui origine ho appena discusso. La conoscenza del dialetto dei pirati sarebbe sufficiente a garantire una vita eccellente a chiunque. Non mancano però lingue locali di ogni nazione o regione comunque molto usate, soprattutto per il conio di nomi e nomenclature locali e regionali. Gli abitanti di ogni regione vanno in genere fieri di queste lingue. Essi le continuano ad insegnare come lingua principale ai loro figli.

Il regno di Vittoria utilizza come lingua comune a tutto il regno la lingua originaria dell'isola da cui esso si è originato, Saintmerry. La lingua è fluente e cantilenante, piuttosto biascicata. Le parole sono abbastanza lunghe e regali. Nomi tipici sono Laurianne, Poulson, Gloryday, Helmlich, Forrestone, Lesterdan, Winningale. Le altre isole hanno adottato la lingua originale mescolandola alla loro. Sono così nati dialetti ed accenti diversi. Agnes ha una lingua che si differenzia soprattutto nell'accento, molto più secco e meno cadenzato di quello di Saintmerry. La dizione è più rapida. Le C e le G vengono pronunciate secche e non morbide. I nomi mantengono in alcuni casi i vecchi prefissi di un tempo: McPherson, MacHindale, oppure sono composti: Lowel-Bloom, Just-Skirt, Monarch-Sonne, Ghasty-Bane. L'isola di Kronwel aveva invece una lingua ancora più morbida e con accenti più sulle ultime lettere. Ne consegue una storpiatura della lingua che risulta in nomi come: Trezbellè (non si dice la 'z'), Montaneù (non si pronuncia la 'e' finale), Vandemblèu (non si legge l'ultima 'u'), Mooredòre (la 'òre' si pronuncia 'uàr'), Nightroìr ('oìr' si pronuncia 'oàr'). L'isola di Bloomsel ha prodotto un dialetto più duro e ricco di consonanti e suoni secchi e ruvidi con parole lunghe che a volte si combinano per formare un vocabolo unico che esprime un concetto complesso. Nomi tipici possono essere: Soohtnkll, Druuphuuny, Vig'krveyea'rss, Jusstnmiirymn, Mikhillashm, Ckothenkorf, Niighel-Uribaar. L'isola di Heltarr caratterizza la sua dizione per una cadenza più ritmata e veloce e suoni più vibrati e di gola con parole più allungate con accenti più improvvisi e marcati. Molto usati sono i suoni aspirati. Nomi comuni potrebbero essere: Goodfelàsas, Darinegartòn, Polassònes, Grennalìfo, Uesterlasìass. L'isola di Cimsher ha alle sue radici una lingua con toni più bassi, utilizzante vocali più ampie a cadenza più altalenante tra alti e bassi, meno biascicata. Termini tipici potrebbero essere: Helàfastor, Kepèrastongr (la 'r' finale è muta), Stoutavàlcha, Victatorìa, Pigabrìdar (la 'r' finale muta), Okcha-climàbar (sempre 'r' muta). L'isoletta del Quich presenta al contrario di ciò che si possa pensare diverse varianti della lingua Vittoriana. La più importante deriva da una lingua molto aperta e sibilante con vocali aspirate e grattare sul palato, cantilenante, rapida e cadenzata. Termini tipici possono essere: Loghastarhajde, Marijibhorr'n, Gharnd-balhassamàh, Tinaddaehr-mallàh, Jihimerhidahalè. Esistono poi piccoli dialetti locali ancora più particolari e diversi, utilizzati solo però da una manciata di villaggi. I molti vagabondi Gipsy in giro per il mondo posseggono anche loro un dialetto particolare comune a tutti. Molti comunque parlano diversi idiomi essendo molto portati per le lingue. Tale lingua viene alle volte ritenuta segreta. Così non è ma certo i Gipsy la tengono molto riservata. E' un idioma parlato con la lingua tra i denti dai termini strascinati con punte di accento improvvise, cantilenato nella cadenza. Nomi tipici sono: Alejàndro (o Alehàndro), Rosjita, Fulgencjìo, Velasquèz, Hremajìta, Sanderìha, Carlìto, Zamènija, Fuhèntes, Violànte. Nelle fabbriche Steindust sul loro cratere fumante la lingua parlata è gutturale e schioccante, secca e dura come la loro pelle, con termini vibrati tra le labbra strette, lunghe pause tra mitraglie di parole. Nella loro lingua le vocali vengono spesso non scritte e possono essere pronunciate a piacimento per distanziare le consonanti. Molto dipende quindi dalle convenzioni, spesso anche locali. Steindust di regioni diverse quindi potrebbero non capirsi facilmente, anche se di norma è sempre possibile comprendere la loro lingua conoscendola bene. Noni Steindust possono essere: Mkkl'l, Knrd'd, Grgrgry, Dm'nkck, Smn'nm, Wlm'lm, Ptrchck. Cognomi tipici saranno invece: Bllk'tnghh, Strnk'frrgh, Hvv'y'rrm, Irn'pnkrh, Frr'hrrth, Bgg'khsht, Lgng'fghtrh. Tra gli assolati atolli degli Antropi la lingua può variare di molto. Popolazioni lontane spesso non riescono a comunicare tra loro. La maggioranza di queste popolazioni comunque sembra parlare una lingua simile. Essa sembra derivata da un ceppo comune. E' una lingua piuttosto gutturale e primitiva, con prevalenza di termini semplici mono e bisillabi, vocali ampie e semplici, cadenza altalenante. Nome comuni sono: Bàla-bàla, Olòto-àna, Gùla gàla, Tòmga, Dimàni, Fedùna, Coalùlu, Mongòo, Etolàla, Comatù, Dikàpi. Esiste inoltre un dialetto molto comune tra gli Antropi. Questa lingua alternativa sembra essere stata importata come seconda lingua madre in tempi remoti in molte delle zone più popolate degli atolli. E' un dialetto simile alla lingua Vittoriana, da cui di certo deriva, nella sua accezione del Kronwel. Molto utilizzato dagli avventurieri Antropi che così ritengono di darsi arie nobili. Nomi tipici sono: Sharhfineur ('eur' diventa 'ruà'), Turtashelleur ('eur' diventa 'è'), Dogamòu (ultima 'u' muta), Monkitailleur ('illeur' è 'iè'), Paròtlevrèe (l'ultima 'e' muta), Tijèrbitoir ('oir' letto 'uàr'). Per ciò che solca i mari questo è tutto. Resta da dire di ciò che vi vola sopra o vi nuota dentro. Per quanto riguarda gli Elfi la loro lingua somiglia poco a quelle umane. E' una lingua leggiadra e volteggiante che somiglia ad una cantilena con termini lunghi formati da un misto di vocali secche e morbide, termini caldi e freddi, accenti sulle prime e sulle ultime sillabe. Nomi tipici possono essere: Vjholètha, Kashhàndre, Sejìrhejna, Virhuonjca, Ejmhanuejìl, Rojibihèrt, Ajlixanhòr, Phaolhinhè. I Molluscoidi che nuotano nelle profondità degli abissi hanno adattato una antica forma di Vittoriano alle peculiarità dei fondali marini. La loro lingua è formata da termini estremamente lunghi e sibilati con numerose 's' per ogni consonante che sott'acqua diventa una sorta di sibilo continuo modulato. Termini tipici sono: Smass'racssoss, Csassar'sloss, S'Asnasdressas, Lusscassass, E'sslessenessass, Sgissusslissias's, Schissassarssa's, Msass'ssismos, Slossorsenss'soss, Dssasvsissdses, T'sassmassarsass.

I vari Fantasmi che partecipano alla vita degli altri esseri su Deiacque parlano in gran parte le lingue di quando erano vivi. Molti però sono morti da molto e conservano forme arcaiche di tali lingue. Molti poi usano, trovandola la più misteriosa ed inquietante di tutte, una forma arcaica di dialetto di Cimsher. Nomi tipici sono: Hyacintha Fiers, Ruben Slagmulder, Karel Lyssens, Koenraad Elst, Wouthilda Janssen, Diederik Desmet.

Krankarr della dinastia dei Grigi fu un saggio ai servigi del Gran Capomastro Rokkrin IV dei Firenthorrf. Egli si occupò di raccogliere molte delle informazioni che la sua stirpe aveva raccolto sul mondo oltre le nebbie detto Deiacque raggruppandole e dandogli buona forma.

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