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La Feccia dei Velieri Modifica

“Per tutta la cacca di Moby Dick! E questa che diavolo di roba è?” ruggì roco Durbans sputacchiando copiosamente.

Occhiadestra, investito, si passò la mano sul volto, già madido di sudore: “Sembrano... libri!” azzardò poi chiudendo con un colpo di tosse.

Durbans guardò in alto il sole a picco oltre il buco nell’atollo, sulle loro teste: “Per la barba di Nettuno, questo non può essere il tesoro della PescePirata!”

Occhiadestra prese uno di quei parallelepipedi per aprirlo: “Guarda dentro questo qua, vedi, è fatto di carta, sopra ci sono quei segnetti paralleli tutti vicini, la scrittura.”

Durbans colpì la sua mano sgarbatamente facendo ricadere il libro nel forziere: “Butta questa robaccia, vecchio ubriacone! Per tutti i mar dei sargassi, se portiamo questa roba al Capitano quello ci appende al pennone maestro finché non diventiamo abbastanza lunghi da toccare il ponte coi piedi!”

“E allora cosa facciamo?” chiese Occhiadestra con il solito rantolo, segno di una malattia polmonare di troppo.

Si grattarono la zucca, perplessi. “E se lo richiudessimo e lo portassimo a bordo lo stesso? Diremo che il privilegio di aprirlo spetta solo al Capitano in persona! Che ne dici? Faremo finta di essere i più sorpresi, quando lo aprirà, così non ci farà penzolare con una cravatta di corda!” propose Occhiadestra, facendo uno sterminio di pidocchi col manico del badile.

Durbans fece partire un manrovescio, ma lo bloccò a metà strada: “Mmmh... può essere un’idea!”, poi ripartì con la sberla: “Possibile che le buone idee vengano in mente solo a me, pendaglio da forca?”

Richiusero il coperchio, cercando di far notare il meno possibile il buco che ci avevano fatto per aprirlo. Sbuffando, tossendo e sputacchiando, arrivarono finalmente alla scialuppa. Issarono il baule e partirono alla volta della Feccia dei Velieri.

La scialuppa nera era come una caccola su un fazzoletto in quella distesa di blu baciata dall’azzurro del cielo tutto intorno. Poco più al largo l’orizzonte era rotto dalla sagoma scricchiolante della Feccia dei Velieri, un nome, una promessa. La scialuppa si avvicinò lenta. Quando fu a portata di voce, almeno per quella di un leone marino in amore, dalla nave provenne l’ululato del capitano:

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