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I figli di quella prima miracolosa serie di nascite sono in realtà per metà di origine sovrannaturale, e mantengono per questo un parziale contatto con il mondo fantastico. Nel 1640 questi giovani hanno tutti 19 anni e da qualche anno molti di essi sono organizzati in un gruppo fondato da Joseph Robinson con lo scopo di indagare sui fenomeni paranormali e difendere la comunità dai pericoli dell’inferno, i Giosefiti. Un Giosefita (ma anche un non Giosefita) potrebbe anche essere stato istruito da Joseph Robinson nell’arte dei Rituali, una capacità infusagli dal gatto nero e che lui ha sviluppato negli anni successivi. Ovviamente tali capacità sono piuttosto difficili da far passare come benedizioni divine, quindi vengono tenute nascoste e segrete.

Essendo di natura parzialmente demoniaca, i Giosefiti all'Inferno non possono morire. La loro pelle ed i loro muscoli sono in grado di rigenerarsi a partire dal semplice sangue, anche se in caso di rigenerazione straordinaria rimarranno orrendamente deformi e cicatrizzate, anche se manterranno la loro funzionalità di massima. I tendini hanno la stessa capacità, anche se è molto più probabile perdano di molto la loro funzionalità. Le ossa invece non si rigenerano dal nulla, ma possono risaldarsi l'un l'altro anche dopo anni. Gli organi interni sono in grado di rigenerarsi completamente, mantenendo in gran parte le loro funzioni, compreso il cuore. Quest'ultimo però, in caso di rigenerazione, si ricostruirà di una carne dura e nerastra, simile a quella delle bestie dell'Inferno. L'unica cosa in grado di rigenerarsi completamente e veramente dal nulla è il cervello.

Questo però non è detto sia un dono. Un Giosefita è in effetti in grado di potersi riattaccare un arto tagliato, che gli lascerà solo una cicatrice e dolori reumatici, ma nel malaugurato caso il danno fosse più esteso la morte potrebbe diventare per il soggetto un sogno irraggiungibile. Le ferite non in grado di guarire continuano a rimanere aperte e sempre sanguinanti, e soprattutto sempre doloranti. Un Giosefita che dovesse venire completamente distrutto, magari bruciato in un grande rogo o digerito da qualche bestia immonda, si troverebbe ad affrontare un incubo: in primis il cervello si rigenererebbe, e comincerebbe a sanguinare. Dal sangue comincerebbero a rigenerarsi pelle, muscoli e forse qualche ammasso inutile di tendini, ma non le ossa. Il cuore e gli organi interni si rigenererebbero all'interno di una massa informe di muscolo senza scheletro. Solo un Giosefita potrebbe sapere che dolore si prova a non avere più alcun osso.

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