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Anno 73 dall’Indipendenza

All’Assemblea dei Reggenti Liberi di Ghàdhorf Welmer,

da Ditrik Gottfrid,

custode della Libreria Sotto il Monte.

Sono a relazionarvi sui misteriosi attacchi che stanno colpendo alcuni dei nostri accampamenti di confine da alcuni gruppi di aquile giganti cavalcate da quelli che sono stati identificati come elfi. Come sapete il loro capo sostiene che questa sia la sua terra da cui è stato cacciato da noi. Esaminando i libri ho fatto alcune scoperte. Nelle cronache di 150 anni fa, prima della fondazione della nostra roccaforte, ho trovato menzione di un condottiero nostro fratello, Zhedmël, che esplorando questo picco riporta la presenza di elfi, vestiti di 'vesti leggere nonostante il freddo pungente' (come questi elfi che ci attaccano), e in grado di 'balzare da un picco all'altro, sempre in equilibrio sul baratro, come gatti sui mobili di casa'. Ancora essi vivevano 'dentro masse si rami e ramoscelli, più simili a nidi giganti che ad abitazioni', e 'custodivano gelosamente alcune grosse pietre ovoidali, biancastre e punteggiate' (forse uova). Egli riporta che 'essi vivono molto a lungo, il più anziano di loro sostiene di avere 1000 anni' (a differenza di quanto pensiamo, quindi, forse non sono immortali) e 'sono in contatto l'uno con l'altro con il pensiero, i più anziani sono più abili in questo' (ciò potrebbe spiegare alcune strane testimonianze date sul loro capo, il canuto padrone della grossa aquila bianca). In definitiva, pare che essi abitassero effettivamente questo luogo, che chiamavano Mithrabarzanes, prima di noi. Le cronache a questo punto si fanno confuse, ma pare che una serie di incomprensioni e di litigi abbiano portato alla conquista del luogo ed allo sterminio dei suoi abitanti da parte di Zhedmël. Si potrebbe azzardare forse a questo punto che, se come si dice gli elfi uccisi rinascono dal fantomatico 'Albero della Vita', essi, come impiegano sette anni di meditazione solo per mutare il loro aspetto (ma questi ne sono capaci?), forse ci possano aver messo 150 anni per prepararsi al contrattacco. Si saranno persi ad allevare le aquile (di cui, certo per essere pronti ad ogni evenienza, conservavano solo le uova), decidere la strategia, viaggiare fino a qui da dove sono rinati, assumere un aspetto consono e magari a scrutare il cielo in attesa dell'arrivo di una cometa propizia. Scusate il mio sarcasmo, ma come possano pretendere a questo punto di accampare diritti è veramente fuori da ogni mia più remota immaginazione.

per la gloria di tutti i Minatori delle Montagne del Nord
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