FANDOM


Ultima pagina del diario di Mauricius Sodalas:

...quando ho accettato il lavoro non sapevo a cosa andavo incontro. Dovevo solo andare fino alla casetta vicino alla cascata, lì viveva quel tipo alto e biondo con le orecchie a punta, solo e pacifico, e farlo fuori. E' stato facile, un gioco. Non se l'aspettava... quei suoi occhi esprimevano con tale forza il suo stupore... come se potesse proiettare all'esterno le sue emozioni... Nessuno mi aveva visto, nessuno poteva avermi visto, là, in mezzo alla nebbia, nessuno... Eppure ce l'ho dietro... dopo poche settimane, l'altro, sempre alto e biondo e con le orecchie a punta, leggiadro, con la pelle da bambino, ma con un'altra faccia... ma quegli occhi... mi voleva, voleva me, ma ho fatto fuori anche quello... e non è bastato, un altro ancora diverso, giovane e bello, con i tratti delicati... e quegli occhi. Quegli occhi, sempre gli stessi; che ti proiettano dentro quello che provano, la rabbia, il dolore di chi E' GIA' MORTO almeno una volta! Non è un altro, è sempre lui, mi cerca, non so come ma torna sempre... non me ne posso più liberare, ne uccidi uno, quello torna da lontano, rinasce da quell'”Albero della Vita” che mi diceva lui prima che l'ammazzassi la prima volta, un altro coi suoi ricordi, per terminare quello che è rimasto a metà. Me l'aveva detto, solo se muoiono naturalmente dall'albero nasce uno di loro bambino. E adesso è di nuovo qui, lo sento, mi cerca e non posso scappargli... è qui vicino... ormai è giunta...

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.