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Estratto da: “il grande viaggio oltre le nebbie”
della raccolta di documenti del Re dei Pirati delle Isole Grigie
Secondo libro, Popoli
Oggi la navigazione è stata interrotta dalle grida strozzate del nostro Occhiolungo, di vedetta stamattina, mentre costeggiavamo in lontananza un piccolissimo atollo con giusto qualche palma solitaria. “Naufrago... o meglio, naufraga! Una donna... è tutta nuda!” Come immaginabile a queste grida è seguito l’interesse assoluto di tutto l’equipaggio che ha praticamente preteso un nostro intervento per il salvataggio della donzella evidentemente in difficoltà. Che uomini d’onore! Lasciando correre ho pensato di non punire la gentile cavata di Occhiolungo e seguire la curiosità della ciurma mandando a salvare la ragazza apparentemente svenuta sulla spiaggia dell’isolotto. Il volto della ciurma mandata a recuperarla però non era affatto felice come prevedibile, anzi. Infatti quella persona non era certo una donna. Era nudo, magro ed esile, dalla pelle chiara, biondi capelli lunghi ed occhi di diamante ma non aveva alcun carattere sessuale, come direbbe Baldovino. Insomma, niente poppe, nemmeno piccolotte. Ma soprattutto niente tra le gambe! Niente peli, niente attributi, insomma. Chiaramente non era umano. Ho quindi dovuto calmare lo scontento della ciurma, certo meglio che dover gestire gli effetti esplosivi di una donna a bordo, con una doppia razione di grog serale. L’essere, assai confuso all’imbarco, è stato consegnato subito a Gormund ed al suo aiutante Baldovino per uno studio più accurato. Quando avranno le loro deduzioni le riporteranno in calce.
- capitano Waldon ‘Cacciagole’ Porch


L’altra mattina ci è stato consegnato un esemplare da studiare. Meglio, ci è stato presentato un nuovo abitante di Deiacque (devo ricordare d’ora in poi di non trattare gli abitanti di questo mondo come semplici animali).

Esso è stato trovato svenuto su di un isolotto. Sulle prime è sembrato intorpidito e quasi stordito, oltre che decisamente confuso. Con le ultime conoscenze del dialetto piratesco che tutti qui parlano siamo riusciti ad intrattenere una discreta conversazione. Lo abbiamo curato e rifocillato mettendolo a suo agio ed abbiamo scoperto che apparentemente non sa bene chi sia e che cosa sia. La cosa ci è parsa strana ma è diventata più chiara il giorno successivo quando la vedetta della Teschiorosso ha segnalato la presenza di una nave in avvicinamento. Era però in difficoltà nel segnalare la direzione della nave, perché essa proveniva dall’alto! La ciurma era tutta allibita con il naso in su quando salii sul ponte ad ammirare uno stupendo vascello sospeso a parecchi metri dal pelo dell’acqua accanto al nostro galeone. Certo non era tanto possente e robusto ed anzi era più leggiadro e filante ma era comunque una discreta nave da guerra. Il capitano si stava sbracciando per organizzare una possibile difesa che però sembrava certo ardua vista la mancanza di bocche da fuoco in grado di sparare all’insù. Non ce ne fu bisogno perché la missione del veliero era pacifica. Erano lì per il nostro nuovo ospite, un Elfo come loro. Li ospitammo e per giorni ci siamo fatti raccontare del loro popolo. Di certo sono stati ospiti piacevoli e sono un popolo colto ed educato. Dopo una settimana di permanenza il nostro naufrago è partito con la sua nuova famiglia. Esso ha deciso di assumere l’aspetto di una leggiadra ragazza bionda ed ha assunto il nome di Michellàh. I suoi capelli lisci lasciano intravedere le orecchie a punta che caratterizzano il loro aspetto. La sua pelle è chiara, gli occhi azzurri, il fisico delicato e sottile di una ragazzina. Come quasi tutti loro è stata abbigliata con abiti comodi ma di pregiata fattura, un po’ da pirata un po’ da gentildonna. Ci ha assicurato che ci manterremo in contatto vista l’amicizia e la gratitudine che ormai ci legano. Essa ha come noi imparato quello che c’è da sapere dagli altri Elfi, che al loro arrivo su questo mondo essi non conoscono quasi nulla. Ciò che gli Elfi ci hanno raccontato tenterò ora di riassumerlo. Gli Elfi abitano i cieli perché provengono dal paradiso. Gli angeli che abitano il paradiso infatti sono attratti dal mondo degli uomini anche se non dovrebbero perché in teoria privi di qualunque pulsione umana. Per questo ogni tanto volano bassi per curiosare sul mondo sottostante. Quelli che si avvicinano troppo vengono puniti da Dio, in quanto non più desiderosi di abitare il paradiso, dandogli un corpo fisico ed una presenza umana, quella degli Elfi. Questi Elfi si svegliano spesso nel mare o arenati su qualche spiaggia, senza i ricordi di quello che erano ma con la consapevolezza di cosa erano e la curiosità di vivere tra gli uomini, come il nostro ospite. Con il passare degli anni comunque chi prima e chi dopo comincia a stufarsi della vita terrena ed aspira a tornare nel regno dei cieli, che però si dovrà meritare facendo qualcosa di importante per gli Dei ed il mondo. Gli Elfi sono esseri diafani e delicati anche se nobili e dotati di molta fermezza ed onore, acuti ed intelligenti e portati alla cultura. La loro natura quasi per niente terrena fa sì che essi invecchino con una lentezza tale da essere trascurabile. Gli Elfi più vecchi possono avere l'aspetto di un sessantenne ma vivono da migliaia di anni. Fisicamente non prestanti ma agili, il loro carattere è generalmente diviso da una doppia natura, la curiosità che li ha spinti a venire nel mondo e la nobiltà d'animo che li spinge ad agire per il bene ed un fine superiore. Dato che gli angeli non hanno corpo fisico, l'aspetto di un Elfo può mutare secondo la sua volontà, anche se il processo è lentissimo e richiede decine di anni. Per questo un Elfo può decidere il suo sesso, anche se questo sesso sarò sempre esteriore e non funzionale, tanto che gli Elfi non possono produrre prole. Di acume e saggezza, hanno saputo prendere gli aspetti migliori della tecnica umana, abbandonandone però gli aspetti più rozzi e pesanti, che non gli sono congeniali. Da sempre legati al cielo ed al volo, che gli è congeniale vista la loro natura d'origine, sono gli unici esseri in grado di saper applicare la tecnologia per far volare le navi. Di certo buona parte del merito è della tecnica, ma è anche risaputo dipenda dal legno che utilizzano per costruirle, particolarmente robusto e leggero, preso da foreste segrete in cui particolari alberi vengono coltivati con rituali segreti che coinvolgono anche la magia o la benedizione divina. Le loro navi volanti sono agili e veloci ed hanno alberi e vele che fuoriescono anche dallo scafo. Esse si librano in aria sfruttando questo sistema di vele in grado di prendere il vento e convogliarlo in modo da sollevare l’intera nave. Governare questo complesso sistema non sembra affatto facile.

Data la loro natura celeste gli Elfi praticano una magia antica basata sul culto degli dei e le forze della natura. In genere i nuovi Elfi arrivati sulla terra vengono segnalati o trovati dalla comunità, che è organizzata come una congrega di fratelli guidati da saggi ed anziani che fanno capo ad un consiglio di grandi sapienti. Questi saggi, come tutti gli Elfi anziani, anelano a tornare nel regno dei cieli, ma hanno deciso di rimanere nel mondo per guidare la comunità finché ce ne sia bisogno. La maggioranza degli Elfi sono quindi organizzati attorno a comunità locali che fanno base su villaggi temporanei costruiti su alture e isole remote, da cui partono con le loro navi, che spesso per anni diventano le loro famiglie adottive, per girare per il mondo. Ho già chiesto al capitano se sia possibile fare rotta su una di queste basi per conoscere meglio questo popolo sì straordinario e sicuramente depositario di una miniera di informazioni di inestimabile valore. Purtroppo egli è molto indaffarato, come sempre, ma mi ha assicurato che vedrà di fare il possibile.
/ - Baldovino Rossofuoco/
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